L’ex caserma Ferruccio Dardi

Edifici immensi, capannoni, magazzini, officine, una mensa, un paio di bar, aule didattiche, saloni ricreativi, alloggi, una cappella, un campo sportivo e tanti, tanti locali ormai completamente vuoti. La caserma Ferruccio Dardi, nel territorio del comune di Sgonico, con una superficie di circa 160mila metri quadrati, è davvero una piccola città, dove le palazzine sono collegate da strade, piazzette, giardini e altre aree immense all’aperto. Una città fantasma, abbandonata al suo destino, che fa parte di quell’esercito (scusate il gioco di parole) di caserme dismesse che nessuno è riuscito a recuperare prima dell’inevitabile degrado. E sì che qui davvero si poteva fare tanto e forse ancora si può. Perché a differenza di Banne, dove abbiamo già fatto tappa, le condizioni non sono pessime. Intanto il sito però resta addormentato, sempre più avvolto dalla vegetazione e senza un apparente controllo mirato. Stessa storia, come sempre, ormai ci siamo abituati: vandali e agenti atmosferici stanno devastando ogni cosa.

Iniziamo. Sotto una tettoia ci sono alcuni mezzi che probabilmente sono del Comune e una fila di bidoni delle immondizie, ma è sotto un’altra copertura che spunta una sorpresa. Si tratta di carri del carnevale ed enormi modelli di cartapesta. Basta qualche clic su internet e scopriamo che risalgono al carnevale carsico di due anni fa. Contattiamo una persona che quei carri li conosce bene e ci dice che il Comune di Sgonico aveva dato l’ok per l’utilizzo di quell’ambiente come deposito, ma che poi nessuno ha più avuto accesso. L’atmosfera è surreale, camminiamo tra un gigante Fred Flinstones decapitato, la testa mozzata di un drago e un enorme pupazzo che sembra volerci scagliare addosso una freccia. Prima di entrare nell’area ci sono alcuni magazzini o forse officine, completamente distrutte, e poi una stanza piena di materassi, reti e letti ancora in buone condizioni, accanto a una montagna di pneumatici. A cosa e a chi serviva questo deposito di recente?

Il resto del comprensorio ci porta a scoprire che la devastazione è all’inizio. Passiamo per palazzine ed edifici che avevano differenti utilizzi, l’ampia mensa, dove è visibile ancora una grande cappa, ambienti ricreativi, un campo da basket, aule didattiche, la palazzina di ingresso dove venivano accolti gli ospiti e dove è ancora fissata sul muro la targa e l’intitolazione a Ferruccio Dardi. E ancora un edificio con altri spazi per lo svago, dove campeggia un caminetto in muratura, locali di servizio e tante stanze dove è impossibile intuire l’originale destinazione. Tutto vuoto e tutto rotto o rovinato. Siamo davanti ai soliti scenari di barbarie. Sanitari staccati, porte e finestre divelte, scritte ovunque, rifiuti, escrementi, abiti sporchi, infissi staccati e scagliati qua e là con violenza e poi tetti in parte crollati o pareti danneggiate dall’acqua. Si intuisce però che le condizioni in cui è stata lasciata la caserma dovevano essere buone. Peccato che sono passati quasi vent’anni senza manutenzione e senza un adeguato controllo. Come testimoniano anche i punti nei quali è evidente che qualcuno tuttora dorme, mangia e probabilmente ha trovato un riparo di fortuna…..

Tra i dettagli che ci incuriosiscono in una stanza troviamo cartoni di birra stipati uno sopra l’altro, occupano tutto lo spazio disponibile e arrivano fino al soffitto. Dentro centinaia e centinaia di bottiglie vuote. Forse qualcuno arrivato nei primi anni dopo la chiusura ha banchettato alla grande, con una scorta della caserma dimenticata qui. In un angolo del giardino poi spunta un passeggino, poco lontano dalle vecchie pompe della benzina. Che strano vederlo qui, in questo contesto. Ogni tanto appare anche qualche scritta, datata 1995, lasciata dagli ultimi inquilini della Dardi, come quella divertente che notiamo su un armadietto “Ci dispiace andarcene perché questa era una di quelle caserme dove non si faceva un ca…o”. Tra le sorprese troviamo anche un plastico della caserma…..di Banne, altro enorme comprensorio abbandonato di cui vi abbiamo già parlato. Perché sul muro non ci sia la piantina della Dardi, ma quella dell’altro sito è strano. Entrambe comunque accomunate dallo stesso amaro destino.

Ma come si è arrivati a tutto questo? Facciamo un passo indietro. La caserma Ferruccio Dardi è stata dismessa in modo definitivo tra il 1994 e il 1995. Tutto viene chiuso. Nel 2007 esce la notizia di un progetto per convertirla in carcere, con annesso stabilimento industriale dove impiegare proprio i detenuti. Non se ne farà nulla. Nel 2012 il Comune di Sgonico annuncia un altro progetto di riconversione, in spazi di pubblica utilità, dopo la “sdemanializzazione” e dopo una variante del piano regolatore. I lavori sarebbero dovuti partire nel 2013. Niente di fatto. Nel 2013 ecco una nuova notizia, nell’area il Comune vorrebbero insediare attività di tipo agricolo, ma ancora tutto resta fermo. Nel 2014 sempre secondo le informazioni emerse sulla stampa locale, il Comune spiega che l’obiettivo è di rilanciare l’area con l’intervento di contributi privati. Che non arrivano. Abbiamo cercato di contattare il sindaco di Sgonico Monica Hrovatin, che inizialmente ci ha risposto, ci avrebbe dovuto richiamare dopo una riunione di giunta, per soddisfare le nostre richieste di informazioni e aggiornamenti sull’area ed eventualmente per effettuare un sopralluogo. Non l’abbiamo più sentita. E intanto alla Dardi i vandali entrano indisturbati e in una caserma un tempo super controllata, sembra quasi una beffa. Non solo. Nel frattempo il legno marcisce, i vetri si rompono, i tetti crollano, le pareti si sgretolano, i soffitti cedono, e i suoni degli altoparlanti delle torrette, ormai divorate dall’edera, sono rimpiazzati da un silenzio quasi irreale.

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2 pensieri su “L’ex caserma Ferruccio Dardi

  1. Buongiorno,

    scrivo in quanto ho avuto la fortuna o la sfortuna a seconda dei punti di visti di svolgere il servizio militare nella caserma Dardi.
    in merito al vs dubbio sul perché era presente la piantina della caserma monte cimone (che tra l’altro è lì vicino Vi posso dire che il motivo era che precedentemente al soggiorno alla Dardi il reggimento di artiglieria 8th Pasubio era insediato alla Monte Cimone (durante il mio periodo di leva la ns. caserma aveva ancora la responsabilità di piantonare la Caserma Monte Cimone per evitare appunto atti vandalici o altro.

    la caserma monte cimone era già ai tempi (1994) in pessime condizioni.

    chiudo precisando che la dismessa della caserma Dardi è avvenuta nel 1995 infatti durante il mio servizio di leva essendo autista ho contribuito al trasferimento a mezzo camion di buona parte delle strutture e attrezzature in un altra caserma a Udine città.

    mi ha fatto piacere questo “tuffo” nei ricordi di gioventù…

    credo che il vostro impegno sia molto utile nel segnalare sprechi e gestioni inadatte del patrimonio dello stato… quindi anche ns….

    continuate così

    C.C.

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