Villa Engelmann

Storiche dimore appartenute a nobili famiglie, donate alla città e finite in rovina. Dopo il caso di villa Cosulich ecco un altro rudere abbandonato. Si tratta di Villa Engelmann in via Chiadino, immersa in un parco, pure questo mal messo, ma che dovrebbe rientrare in un piano di risistemazione annunciato qualche mese fa dal Comune di Trieste. Si spera.

La villa è stata progetta nel 1840 per incarico di Francesco Ponti di Milano e completata nel 1843. Nel 1888 diventa di proprietà di Frida Engelmann e nel 1938 passa a Guglielmo Engelmann, il cui figlio Werner dona poi tutto alla città. Il giardino si estende per 14.000 mq., risistemato nel 1980, ora verso in condizioni pessime. Un vialetto è stata o addirittura transennato, perché pericoloso da percorrere. Il parco giochi poco più sotto d’estate è invaso dalle zanzare e molte strutture sono rovinate.

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Ma il vero simbolo del degrado è proprio la villa. Vetri rotti, infissi inesistenti, recinzioni di fortuna, verde cresciuto ovunque sui muri, scritte e danni continui fanno dell’edificio un vero disastro. Nel corso degli anni la recinzione è stata più volte ripristinata e rinforzata, a causa delle ripetute incursioni all’interno. In realtà a nuocere gravemente alla vecchia casa è stata in primis la mancata manutenzione generale, che si nota nelle finestre totalmente inesistenti e mai riparate, o nel tetto, parzialmente crollato, così come altri solai. Sbirciando dentro lo scenario è desolante, tra muri scrostati, infiltrazioni, pezzi di muro e intonaci caduti, porte che probabilmente stanno in piedi per miracolo. In qualche punto le piante crescono direttamente tra gli infissi e il pavimento. Anni fa era stato portato qui un container, per effettuare alcuni lavori, peccato che poi dentro ci fossero finiti senzatetto e i soliti vandali. Nel 2013 era scoppiato anche un incendio. Danni su danni.

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Villa Cosulich e Villa Engelmann non sono, ahimè, le sole ville un tempo private, poi donate al “pubblico”, in queste condizioni. Ne abbiamo scoperte altre che vi racconteremo. E’ difficile per i vari enti provvedere alla manutenzione ordinaria e straordinaria, considerando gli interventi consistenti necessari. Ma è inevitabile domandarsi perché si è arrivati a questo punto, perché nel corso degli anni e dell’avvicendamento di varie amministrazioni tutto sia stato lasciato così. Non era meglio affidare per tempo questi siti ad associazioni o privati in grado di prendersene cura, quand’erano ancora accessibili? Mistero.
Probabile che i vecchi e generosi proprietari, nel vedere le loro splendide dimore ridotte così, si stiano rivoltando nella tomba….

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