Ex fabbrica Sadoch

Nel 1914 Saul Sadoch avvia a Trieste la sua fabbrica di carta, per poi passare la gestione ai figli Emilio ed Ernesto. Nel dopoguerra la produzione aumenta, la situazione generale è più solida, e nel 1957 viene costruita la fabbrica di viale Ippodromo. Se ne occupa l’architetto Romano Boico, che progetta uno spazio di ben 9mila metri quadrati, tra la palazzina più bassa che si affaccia sulla strada e l’edificio più alto alle sue spalle. Resterà in attività fino agli anni ’90, quando chiuderà i battenti (ma l’azienda è ancora aperta, anche se con sede nella zona industriale).

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Ma qual è stato poi il destino per quell’immobile, che ancora oggi riporta la scritta Saul Sadoch? Un destino piuttosto travagliato. Anni di degrado e nessun potenziale acquirente trasformano l’edificio in un colabrodo. Negli anni gli infissi cadono, le finestre vengono rotte, gli agenti atmosferici infieriscono più volte, oltre ai soliti vandali. Gli ambienti vengono depredati, i muri imbrattati, tutto viene rovinato e resta nel più totale abbandono.

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Nel 2004 sembra arrivare una nota positiva. Una società vuole acquistare tutta l’area. Spunta Flaviano Tonellotto, all’epoca presidente della Triestina, pronto a trasformare l’edificio, presenta idee, avvia un cantiere, ma i soldi mancano, non c’è un vero investimento in piedi, ogni progetto finisce in un disastroso naufragio e tutto si ferma. Si parla di appartamenti, supermercati, spazi verdi. Ma resteranno disegni solo sulla carta.

L’ enorme comprensorio intanto è nuovamente meta di sbandati e di danneggiamenti. Nel 2011 quattro cittadini rumeni vengono indagati per occupazione abusiva degli spazi interni, uno di loro è pure armato, nel 2013 i pompieri intervengono per pezzi dell’edificio staccati a causa della bora e ovviamente della mancanza manutenzione generale della palazzina. E ancora altri episodi, legati alla cronaca cittadina, che mostrano come per l’ex fabbrica non sembra esserci un lieto fine.

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Gli anni passano senza sostanziali cambiamenti, ma è nel 2015 che arriva la svolta. L’immobile viene acquistato da parte del Fondo housing sociale Fvg gestito da Finint Investments SGR, che ha già iniziato a bonificare la zona. Alla fine del cantiere il progetto, che prevede il mantenimento del profilo architettonico della facciata attuale, vedrà realizzati 94 alloggi, destinati prevalentemente alla locazione a canone agevolato.

 

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