Ex Hotel Belvedere – Trieste

L’ ex hotel asburgico Belvedere a Sistiana, chiuso ormai da decenni, è stato costruito nei primi anni del 1900, probabilmente nel 1906, realizzato su cinque livelli, a pochi metri dal mare. L’accesso si effettuava dalla parte alta, per lasciare libera visuale alle stanze, quelle di maggior pregio erano situate nelle torri laterali. La struttura imponente era dotata di ampie sale, camere affacciate sul golfo, scelte spesso dalla nobiltà per le vacanze estive. Abbandonato ormai da tanti anni, o meglio decenni, l’ edificio sta letteralmente cadendo a pezzi, mentre il verde ha divorato un po’ tutto.

3

Molti triestini ricordano in particolare una zona, la palazzina più bassa, dove si trovava un bar che serviva aperitivi e organizzava serate di musica, ora ridotto a un intricato insieme di edera e rovi. Per il resto l’edificio principale ha subito vari cedimenti come si nota a occhio nudo dalla strada. Prima di essere comprato in tempi recenti, non era transennato per anni e le incursioni di vandali e curiosi sono state continue. C’è chi racconta che dopo l’abbandono qualcosa era rimasto, depredato a più riprese, poi la distruzione.

2

All’interno si trovano mucchi di rifiuti e calcinacci, in molte stanze sono crollati pavimenti e solai, ma anche muri, travi e scale. Ci sono scritte con la vernice dei soliti vandali e ancora qualche segno delle vecchie pitture che caratterizzavano gli eleganti ambienti. Sono immagini che emergono nel 2009 in rete da un video, di chi aveva sfidato l’instabilità della struttura entrando,
http://www.youtube.com/watch?v=6O83ryAT4GE

5

L’ex hotel stato acquistato da un’azienda privata, che nel 2012 ha annunciato di voler effettuare un intervento di ristrutturazione, tutt’ora atteso. L’edificio è sottoposto a vincoli dalla Soprintendenza dei Beni Culturali che impone il mantenimento della facciata e della struttura frontale.

Annunci

Ex casa di riposo Don Marzari

Che cosa ci fa un’enorme casa di riposo, immersa nel verde, chiusa e inutilizzata? Guardandola dal satellite di google le dimensioni di questa struttura sono subito evidenti. E’ un palazzone imponente, con vari livelli, che ormai versa in uno stato di degrado sempre più grave.
A segnalarci la palazzina abbandonata è stato tempo fa un cittadino, che lo aveva indicato come “spreco pubblico”. Abbiamo voluto approfondire la segnalazione ed è davvero così. Si tratta della ex casa di riposo Don Marzari, a Borgo San Nazario, sull’altipiano di Trieste, chiusa dal 2007 e da allora, osservando dettagli esterni e interni, sembra sia caduta in un lento oblio.
Ma cos’è successo? Come mai un edificio attrezzato e adatto a ospitare anziani viene chiuso, nella città d’Italia dove il numero di over 65 è più elevato?

3

Troviamo tante notizie, cenni storici, ma la vera motivazione legata alla chiusura non emerge in modo chiaro. Dentro tutto è stato abbandonato, come se qualcuno, ormai quasi dieci anni fa, avesse chiuso tutto improvvisamente e buttato la chiave. Sono rimasti letti per degenti, armadi, la cucina, attrezzature per anziani ma anche per disabili. La domanda sorge spontanea, ma non poteva essere riutilizzato o donato?

2

Facciamo un passo indietro. Costruita tra gli anni ’50 e ’60 dall’ Opera per l’Assistenza ai Profughi Giuliani e Dalmati per fini assistenziali, è stata poi convertita in casa di riposo. E’ stata utilizzata fino al 2007, quando gli anziani ospiti sono stati trasferiti in altre strutte. Di proprietà del Comune di Trieste, è stata ceduta precedentemente dalla Regione. La palazzina ha quattro piani, che comprendono anche un seminterrato, per complessivi 15mila metri quadrati, in aggiunta a un parco di ben 5mila metri quadrati.

1

Nel 2007, osservando gli articoli usciti all’epoca, si parla semplicemente di chiusura e del trasferimento degli ospiti alla casa di riposo Gregoretti, anche questa comunale. Nel 2011 spunta una stima, di due milioni e 372mila euro, si spiega che il Comune potrebbe venderla per “far cassa”.
Nel 2012, su proposta degli assessori Elena Marchigiani (pianificazione urbana e politiche della casa) e Andrea Dapretto (lavori pubblici, Demanio e Patrimonio), la giunta approva un atto di indirizzo orientato a individuare immobili di proprietà comunale come possibili ambiti per interventi di edilizia sociale. Tra gli edifici in questione risulta anche la Don Marzari. Ma evidentemente qualcosa si blocca. Nel 2013 ecco una variante al piano regolatore, che in un documento online, tuttora visibile sul sito del Comune di Trieste, si precisa le possibilità di destinazione ammesse per la palazzina. In caso di interessamento privato sono ammesse le seguenti destinazioni: residenza, attività commerciali e pubblici esercizi in genere, attività direzionali, studi ed uffici, attività artigianali di servizio alla residenza, istituzioni religiose, culturali, scolastiche, sanitarie, sportive, assistenziali e simili, a carattere pubblico e privato, locali per le attività ricreative e lo spettacolo, alberghi, pensioni e simili, autorimesse pubbliche o private compatibili con la viabilità. Insomma chi investe e acquista può farne ciò che vuole o quasi. Al momento però non sembra ci sia alcun interesse concreto.

Schermata 2016-01-26 alle 18.16.58