Villa Hagginconsta – Trieste

E’ un’immensa dimora storica con parco a pochi passi dal centro, attualmente in disuso. Villa Haggiconsta si trova in viale Romolo Gessi e grazie a una persona che stava facendo un sopralluogo nel palazzo, abbiamo avuto accesso ai vari ambienti.

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Fino al 2008 ha ospitato il centro diurno di edizione motoria Cem, ma anche alcune realtà associative di Trieste, poi è stata chiusa. Già dall’esterno si intuiscono i grandi spazi presenti e le potenzialità di questo palazzo, immerso nel verde, in una zona tranquilla ma centrale.
Venne costruita nel 1889, su progetto dell’architetto Ruggero Berlam, commissionata da Giorgio Haggiconsta, ricco possidente di origine greco-russa e prevedeva l’ edificio padronale, la scuderia, una rimessa, la lavanderia, le serre e un giardino all’inglese. Come si legge poi sul sito del Comune di Trieste “L’edificio principale, in stile eclettico con rimandi all’architettura italiana del Cinquecento, presenta una pianta ed una composizione dei volumi mosse ed asimmetriche ma equilibrate nell’insieme. Sul lato principale si distinguono tre corpi in altezza decrescente con una torretta che domina il complesso”.

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Alla morte dei proprietari venne acquistata da un privato e ceduta al Comune. Negli anni ’70 passò poi alla Regione con comodato d’uso sempre al Comune, che poi ne divenne proprietario. Chiuso da diversi anni l’edificio non versa in condizioni ottimali. Nel 2010 il restauro necessario fu stimato in 4 milioni di euro, quasi l’intero valore immobiliare.
Senza una manutenzione adeguata dal 2008, come purtroppo accade per molti edifici pubblici abbandonati in provincia senza un controllo e interventi costanti, la villa ha lentamente caduto al tempo e alle intemperie. In particolare sono stati ingenti i danni causati dall’ondata di gelo nel 2012 che ha messo fuori uso l’impianto di riscaldamento e allagato la dimora.

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Entrando lo scenario è quello di un deposito di cianfrusaglie varie, mobili rovinati, oggetti vecchi e dimenticati, qualche angolo sembra sia stato utilizzato come giaciglio. Emergono molti segni del passato, degli inquilini che utilizzavano i vari ambienti e probabilmente sono stati preziosi per il mantenimento in salute, per tanti anni, dello storico palazzo. Ci sono pure documenti, carte, libri, e ancora alcune attrezzature per disabili ormai inutilizzabili. Il tutto accompagnato da polvere, calcinacci e apparenti infiltrazioni.
Lo scorso anno Il Piccolo aveva documentato lo stato di degrado in cui versava il sito, ma nulla è stato fatto, tanto che, sempre lo scorso anno, era possibile anche osservare in pieno giorno persone che scavalcavano muri e recinzioni del comprensorio.
Spesso, riferendosi al passaggio di villa Hagginconsta da Regione a Comune, qualcuno l’ha definito un “regalo scomodo” e pare proprio sia così.

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