Ex Motel Agip – Trieste

Da albergo a 3 stelle con 75 camere, a rifugio per sbandati e senzatetto, che ormai da qualche anno vivono indisturbati all’interno. L’ex motel Agip di Duino a Trieste è abbandonato e meta continua di atti vandalici. Non sono serviti i ripetuti appelli degli abitanti della zona, che dal 2013 hanno denunciato la pericolosità di un sito dove fioccano bivacchi, rifiuti e un via via di persone senza controllo. Poco o nulla è stato fatto negli ultimi tempi. Dalle finestre rotte e da alcune porte aperte si intuisce che dentro, tra distruzione e sporcizia, vivono parecchie persone in condizioni igieniche a dir poco precarie, mentre la struttura è in condizioni di degrado. Prima motel Agip, poi Holiday inn, infine hotel Idea, la sua chiusura è avvenuta circa 4 anni fa.

Per anni l’edificio è stato un semplice motel, dedicato soprattutto ai viaggiatori di passaggio, anche grazie al doppio accesso dall’autostrada e dalla statale che attraversa Duino. Secondo alcune voci erano i tempi in cui veniva utilizzato anche da coppie clandestine, vista la posizione un po’ defilata. Il nome a quel tempo era Motel Agip, con il quale tuttora viene spesso identificato dalla gente. Poi la svolta e la vocazione maggiormente turistica, voluta valorizzando la posizione dell’albergo, strategica per raggiungere in poco tempo l’aeroporto ma anche alcuni siti molto apprezzati come il castello di Duino, la baia di Sistiana o il castello di Miramare. Al suo interno si sono svolte anche feste, eventi di intrattenimento, oltre a congressi e meeting.

Su un sito di prenotazioni online si legge ancora: “L’hotel a 3 stelle Idea Hotel – Trieste Duino, tranquillo, offre camere con aria condizionata con una vista stupenda sul castello. La collocazione centrale dell’hotel offre un rapido accesso a San Giovanni del Timavo e al Castello di Miramare. A 10 minuti dal centro di Duino, a 15 min. di auto dall’aeroporto Ronchi Dei Legionari. L’hotel offre 75 camere. Tutte sono dotate di un minibar, controllo della climatizzazione individuale, Wi-Fi, TV via cavo con film su richiesta e una cassaforte. Sono dotate di bagni con asciugacapelli. Il ristorante unico offre piatti della cucina regionale. Disponibile poi lavanderia, servizio in camera e servizio sveglia, cassetta di sicurezza, servizio parcheggio gratuito e servizio di cambio valute. Wi-Fi è disponibile solo nelle aree pubbliche ed è gratuito”.

E’ il settembre del 2013 quando iniziano le proteste dei cittadini, che emergono anche attraverso alcuni articoli apparsi sul Piccolo. Tutti chiedono sicurezza dopo la chiusura dell’albergo che nel frattempo è stato lasciato senza controllo, occupato da sbandati. C’è chi nota persone di giorno e di notte, arrivare dalla strada accanto al distributore di benzina ma anche dal parcheggio della vicina autostrada. Da alcuni racconti pare che a suo tempo sia stato chiuso lasciando tutto dentro, mobili, attrezzature, ma anche piatti, bicchieri, lenzuola, ogni cosa portata via o tuttora utilizzata dagli attuali abusivi…

Sempre nel 2013 il Comune di Duino lancia l’idea di un centro congressi, ma ci vuole l’intervento di un privato e intanto, accogliendo le lamentele dei residenti, l’amministrazione comunale scrive alla proprietà dell’hotel, per segnalare una discarica abusiva e la presenza di persone che bevono e bivaccano fino a tarda ora nel comprensorio. Lettera che però non troverà risposta. A novembre 2014 la situazione peggiora, i cittadini cominciano a segnalare come la struttura sia ormai diventata una dimora notturna per un numero crescente di sbandati e chiedono nuovamente controlli e una vigilanza costante.

A quel tempo sul Piccolo appare un articolo che riporta queste note. “A denunciare per primo la preoccupante situazione, Vladimiro Mervic, presidente della Comunella di Duino: «Chi l’ha detto che l’ex Motel Agip è chiuso? È apertissimo e vi alloggia una decina di persone dell’Est o compagnia bella. Basta passare per di lì verso sera e nelle stanze si possono osservare deboli luci provocate dai fornelli accesi. Povera Duino!»”. In quell’occasione i residenti cominciano a lamentare anche un aumento di furti in molte case della zona. Nel novembre 2015 un’altra ondata di proteste viene raccolta dal quotidiano, che parla di montagne di rifiuti abbandonati nelle aree vicine all’albergo, confermando nuovamente la presenza fissa di persone che ormai vivono nell’hotel. Pare che questa volta la proprietà abbia risposto, promettendo di transennare il sito. Da quel momento è passato più di un anno. E la situazione è peggiorata.

Sono in molti a raccontare che l’hotel è abitato da persone in difficoltà. Al piano terra si nota la devastazione, con vetri infranti e porte divelte, ma ai piani superiori le finestre delle camere si aprono e si chiudono, le tende si scostano, c’è chi dorme, mangia e utilizza i servizi igienici anche se non c’è acqua, elettricità o gas. I panni vengono stesi nel giardino, dove si notano avanzi di cibo recenti. Sono soprattutto stranieri, dice qualcuno, qualche volta di passaggio, ma anche stanziali. Durante il giorno vivono di espedienti, per rifugiarsi qui di sera e di notte. Vengono accesi fuochi, i bagliori vengono notati dall’esterno. Molte volte le persone sono ubriache, aggiunge qualcuno, e si intuisce dalle bottiglie sparse ovunque, dai salottini improvvisati all’esterno. Le deiezioni e le immondizie mostrano il segno di uno degli ultimi passaggi in ordine di tempo, deiezioni anche nelle stanze e sui muri interni.
Da un vetro si intravede un vecchio biliardo, ormai semi distrutto, e ancora mobilio della sala da pranzo e sedie, ma avvicinarsi è un rischio. Oltre alle persone che ci vivono bisogna fare i conti con i ratti, anche parecchio grossi. Qualcuno è stato ucciso probabilmente dagli attuali inquilini, e giace sul pavimento, accanto a immondizie di ogni tipo.

L’albergo insomma registra un bel pienone, peccato non sia il tutto esaurito che ci si aspetta da un hotel….(qui sotto una veduta del giardino quando l’hotel era in attività e come si presenta ora).

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Ex discoteca Caribe – Bibione

Dopo l’Hippodrome di Monfalcone e il Mirò di Lignano, tappa questa volta a una delle più famose discoteche di Bibione, il Caribe Beach, conosciuto anche come Arena Beach o La Chunga. Meta del divertimento per anni, è stato chiuso dopo un vasto incendio di natura dolosa, che ha portato a pensanti danni. Attualmente la struttura versa in condizioni di degrado e abbandono., ma per lungo tempo in questa oasi del ballo la gente si è scatenata, a ritmo di musica, nel corso di tutta l’estate.

E’ l’11 novembre 2007 quando le fiamme divorano il locale, con l’allarme lanciato attorno a mezzogiorno. Sul Messaggero Veneto dell’epoca si legge: “Un imponente incendio ha distrutto la discoteca ristorante «Arena», meglio conosciuta come ex Caribe a Bibione. La discoteca era chiusa perchè attiva solo in estate e le indagini dei carabinieri puntano decisamente verso un’origine dolosa. Nessuno si trovava all’interno dei locali. Ci è voluta l’intera giornata per spegnere l’incendio. Sul posto più di venti vigili del fuoco giunti da tutto il circondario, hanno lavorato duramente in condizioni rischiose.. Al piano terra la cucina, sopra un ripostiglio, dove d’inverno vengono immagazzinati gli arredi del locale. Tendaggi, divani, cuscini, tutto materiale altamente infiammabile, e che ha reso molto difficoltose le operazioni di spegnimento. Parte del tetto crolla poco dopo l’arrivo dei pompieri. Sul posto giunge anche la protezione civile di San Michele, la polizia locale, ed i carabinieri di Bibione. Sulle cause l’amministratore della discoteca avanza delle ipotesi. «Secondo me qualcuno è entrato dentro. L’anno scorso qualcuno era riuscito ad entrare, ed aveva rubato alcune cose e sporcato in giro. I primi di novembre avevamo fatto un controllo appunto per verificare che non ci fosse nessuno all’interno, ma è risultato tutto a posto». L’incendio è stato spento solo intorno alle 17.30. I danni sono ancora da quantificare. Si tratta però di centinaia di migliaia di euro. Vigili del fuoco e carabinieri hanno compiuto un sopralluogo, ed è emersa la pista dolosa. I titolari hanno comunque affermato di non aver mai subito minacce o rappresaglie di alcun genere”.

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Dentro ancora oggi i segni di quel rogo devastante, ai quali si sono aggiunti i passaggi di vandali che tuttora probabilmente passano. Ma spuntano qua e là anche le testimonianze di quel divertimento ormai archiviato, come un cartello che indicava “Tango Cafè”, il disegno di una nave dei pirati su uno specchio e una mappa del tesoro, i raggi di un grande sole impresso su un muro, i grandi banconi dove venivano servite le bevande, le consolle rialzate, una lunga serie di tagliandi per il guardaroba, gli ampi tendaggi e qualche divanetto superstite.

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In alcuni ambienti il verde è ormai entrato, non di distingue più la soglia tra dentro e fuori. Nel giardino resiste ancora qualche copertura, ma si intuisce che le fiamme sono state davvero devastanti. In molti punti restano soltanto cumuli di macerie.

All’interno del locale negli anni si sono svolti tanti eventi, qui si mangiava, si beveva, si ballava, c’era la musica dei dj, quella dal vivo, il carisma degli intrattenitori e si sono svolti anche concorsi di bellezza.

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In alcune foto presenti sul web la discoteca mostra la sua passata bellezza soprattutto nella parte esterna, con tinte vivaci, piante, gazebo, fontane, bar e angoli dove la gente si ritrovava per chiacchierare. Nel 2004 si legge su una pubblicità online “Intramontabile è il fascino del Caribe a Bibione con il suo sapiente sound latino americano e lo staff di animatori che arriva direttamente da Brasile, Repubblica Domenicana e Cuba”. Un’atmosfera sicuramente vivace, che in molti ricordano.

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Come per altri edifici che abbiamo incontrato sul nostro cammino, sono gli incendi dolosi la causa del tracollo irrecuperabile, roghi innescati da scellerati quasi sempre rimasti impuniti. E’ successo per diverse scuole, per locali pubblici o fabbriche. Difficile capire la causa in molti casi, ma è desolante le le fiamme possano cancellare in pochi minuti la storia e le peculiarità di tanti luoghi di successo.

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