Ex motel

Da albergo a 3 stelle con 75 camere, a rifugio per sbandati e senzatetto, che ormai da qualche anno vivono indisturbati all’interno. Questo ex motel è abbandonato e meta continua di atti vandalici. Dalle finestre rotte e da alcune porte aperte si intuisce che dentro, tra distruzione e sporcizia, vivono parecchie persone in condizioni igieniche a dir poco precarie, mentre la struttura è in condizioni di degrado.

Per anni l’edificio è stato un semplice motel, dedicato soprattutto ai viaggiatori di passaggio,. Secondo alcune voci erano i tempi in cui veniva utilizzato anche da coppie clandestine, vista la posizione un po’ defilata. Poi la svolta e la vocazione maggiormente turistica. Al suo interno si sono svolte anche feste, eventi di intrattenimento, oltre a congressi e meeting.

C’è chi nota persone di giorno e di notte, arrivare dalla strada accanto al distributore di benzina ma anche dal parcheggio della vicina autostrada. Da alcuni racconti pare che a suo tempo sia stato chiuso lasciando tutto dentro, mobili, attrezzature, ma anche piatti, bicchieri, lenzuola, ogni cosa portata via o tuttora utilizzata dagli attuali abusivi…

Sono in molti a raccontare che l’hotel è abitato da persone in difficoltà. Al piano terra si nota la devastazione, con vetri infranti e porte divelte, ma ai piani superiori le finestre delle camere si aprono e si chiudono, le tende si scostano, c’è chi dorme, mangia e utilizza i servizi igienici anche se non c’è acqua, elettricità o gas. I panni vengono stesi nel giardino, dove si notano avanzi di cibo recenti. Sono soprattutto stranieri, dice qualcuno, qualche volta di passaggio, ma anche stanziali. Durante il giorno vivono di espedienti, per rifugiarsi qui di sera e di notte. Vengono accesi fuochi, i bagliori vengono notati dall’esterno. Molte volte le persone sono ubriache, aggiunge qualcuno, e si intuisce dalle bottiglie sparse ovunque, dai salottini improvvisati all’esterno. Le deiezioni e le immondizie mostrano il segno di uno degli ultimi passaggi in ordine di tempo, deiezioni anche nelle stanze e sui muri interni.
Da un vetro si intravede un vecchio biliardo, ormai semi distrutto, e ancora mobilio della sala da pranzo e sedie, ma avvicinarsi è un rischio. Oltre alle persone che ci vivono bisogna fare i conti con i ratti, anche parecchio grossi. Qualcuno è stato ucciso probabilmente dagli attuali inquilini, e giace sul pavimento, accanto a immondizie di ogni tipo.

L’albergo insomma registra un bel pienone, peccato non sia il tutto esaurito che ci si aspetta da un hotel….(qui sotto una veduta del giardino quando l’hotel era in attività e come si presenta ora).

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Ex discoteca Caribe – Bibione

Dopo l’Hippodrome di Monfalcone e il Mirò di Lignano, tappa questa volta a una delle più famose discoteche di Bibione, il Caribe Beach, conosciuto anche come Arena Beach o La Chunga. Meta del divertimento per anni, è stato chiuso dopo un vasto incendio di natura dolosa, che ha portato a pensanti danni. Attualmente la struttura versa in condizioni di degrado e abbandono., ma per lungo tempo in questa oasi del ballo la gente si è scatenata, a ritmo di musica, nel corso di tutta l’estate.

E’ l’11 novembre 2007 quando le fiamme divorano il locale, con l’allarme lanciato attorno a mezzogiorno. Sul Messaggero Veneto dell’epoca si legge: “Un imponente incendio ha distrutto la discoteca ristorante «Arena», meglio conosciuta come ex Caribe a Bibione. La discoteca era chiusa perchè attiva solo in estate e le indagini dei carabinieri puntano decisamente verso un’origine dolosa. Nessuno si trovava all’interno dei locali. Ci è voluta l’intera giornata per spegnere l’incendio. Sul posto più di venti vigili del fuoco giunti da tutto il circondario, hanno lavorato duramente in condizioni rischiose.. Al piano terra la cucina, sopra un ripostiglio, dove d’inverno vengono immagazzinati gli arredi del locale. Tendaggi, divani, cuscini, tutto materiale altamente infiammabile, e che ha reso molto difficoltose le operazioni di spegnimento. Parte del tetto crolla poco dopo l’arrivo dei pompieri. Sul posto giunge anche la protezione civile di San Michele, la polizia locale, ed i carabinieri di Bibione. Sulle cause l’amministratore della discoteca avanza delle ipotesi. «Secondo me qualcuno è entrato dentro. L’anno scorso qualcuno era riuscito ad entrare, ed aveva rubato alcune cose e sporcato in giro. I primi di novembre avevamo fatto un controllo appunto per verificare che non ci fosse nessuno all’interno, ma è risultato tutto a posto». L’incendio è stato spento solo intorno alle 17.30. I danni sono ancora da quantificare. Si tratta però di centinaia di migliaia di euro. Vigili del fuoco e carabinieri hanno compiuto un sopralluogo, ed è emersa la pista dolosa. I titolari hanno comunque affermato di non aver mai subito minacce o rappresaglie di alcun genere”.

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Dentro ancora oggi i segni di quel rogo devastante, ai quali si sono aggiunti i passaggi di vandali che tuttora probabilmente passano. Ma spuntano qua e là anche le testimonianze di quel divertimento ormai archiviato, come un cartello che indicava “Tango Cafè”, il disegno di una nave dei pirati su uno specchio e una mappa del tesoro, i raggi di un grande sole impresso su un muro, i grandi banconi dove venivano servite le bevande, le consolle rialzate, una lunga serie di tagliandi per il guardaroba, gli ampi tendaggi e qualche divanetto superstite.

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In alcuni ambienti il verde è ormai entrato, non di distingue più la soglia tra dentro e fuori. Nel giardino resiste ancora qualche copertura, ma si intuisce che le fiamme sono state davvero devastanti. In molti punti restano soltanto cumuli di macerie.

All’interno del locale negli anni si sono svolti tanti eventi, qui si mangiava, si beveva, si ballava, c’era la musica dei dj, quella dal vivo, il carisma degli intrattenitori e si sono svolti anche concorsi di bellezza.

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In alcune foto presenti sul web la discoteca mostra la sua passata bellezza soprattutto nella parte esterna, con tinte vivaci, piante, gazebo, fontane, bar e angoli dove la gente si ritrovava per chiacchierare. Nel 2004 si legge su una pubblicità online “Intramontabile è il fascino del Caribe a Bibione con il suo sapiente sound latino americano e lo staff di animatori che arriva direttamente da Brasile, Repubblica Domenicana e Cuba”. Un’atmosfera sicuramente vivace, che in molti ricordano.

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Come per altri edifici che abbiamo incontrato sul nostro cammino, sono gli incendi dolosi la causa del tracollo irrecuperabile, roghi innescati da scellerati quasi sempre rimasti impuniti. E’ successo per diverse scuole, per locali pubblici o fabbriche. Difficile capire la causa in molti casi, ma è desolante le le fiamme possano cancellare in pochi minuti la storia e le peculiarità di tanti luoghi di successo.

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