Un anno di Triesteabbandonata

Sono una cinquantina i siti che Triesteabbandonata ha mappato in un anno, in parte sono ancora nei nostri archivi, pronti ad essere svelati. Tra stupore e rabbia, per sprechi senza fine, vi abbiamo mostrato caserme, scuole, fabbriche, impianti sportivi, alberghi, discoteche e non solo, abbinando sempre splendide foto a ricerche storiche e aggiornamenti.

Il nostro viaggio nei ben abbandonati è partito da bagno della Polizia di Muggia in un’afosa giornata estiva, una struttura che un tempo era meravigliosa, uno stabilimento affacciato sul mare, con piscine e una palazzina che ospitava ristorante, bar, solarium e altri spazi per la gente. Tutto abbandonato da decenni, andato all’asta più volte senza successo. Vi abbiamo poi raccontato dell’ex cotonificio Olcese, grazie ad alcuni scatti e a un giro effettuato con l’allora direzione dell’Ezit all’interno della struttura, una fabbrica che un tempo lavorava a pieno regime con quel cotone che tuttora permane sulle pareti di un comprensorio enorme, per il quale dovrebbe partire un progetto di riuso, anche se finora i lavoro non sono iniziati. Poco lontano su via Caboto vi abbiamo fatto scoprire un’ex fabbrica abbandonata dall’architettura splendida, con una volta aperta su un ambiente che un tempo ospitava una grande officina, dove arrivavano anche i binari del treno. Difficile reperire in questo caso informazioni precise sul passato e sulla sua attività, ma le foto sono straordinarie. Ci siamo poi spostati a Opicina per ampi reportage sull’ex Hotel Obelisco, enorme albergo simbolo del degrado da anni a Trieste ormai semi distrutto, che si affaccia sul golfo e che comprende anche un vasto comprensorio sportivo con tanto di piscina olimpionica ormai diventata uno stagno. Restando sull’altipiano ci siamo diretti a documentare l’ex caserma e l’ex valico confinario di Gropada. La caserma in particolare ci ha sorpreso parecchio. Colpita parzialmente da un incendio conservava ancora tanti documenti riferiti a un vecchio archivio dell’Area Science Park, lasciato lì dopo il rogo. Sempre a Gropada ci siamo imbattuti per caso nell’enorme scuola abbandonata Kajuh, la prima di una lunga serie di edifici scolastici che avremmo incontrato nel nostro cammino, una scuola di inizio secolo, con un bel giardino dove si notava ancora il parco giochi dimenticato e dove i vandali erano già entrati come mostrava una finestra rotta. In precedenza avevamo fatto tappa in realtà in un’altra scuola, quella di via Fianona, anche questa tempio del degrado e caduta nel dimenticatoio, utilizzata come dimora dai senzatetto.
Ci è sembrato di piombare in un film di Indiana Jones a Bagnoli della Rosandra, dove il paese è dominato dalla grande cava abbandonata.
Abbiamo deciso poi di effettuare la nostra prima trasferta fuori città e Triesteabbandonata in tour si è spostata a Monfalcone, per dare un’occhiata all’Hippodrome, la discoteca tanto amata anche da molte generazioni di triestini. La demolizione pareva imminente ma tuttora il locale è ancora in piedi e in pessimo stato.
In uno dei parchi pubblici di Trieste vi abbiamo mostrato poi il desolante epilogo di Villa Cosulich, dimora storica, devastata a più riprese da vandali e incendi dolosi, che sta cadendo letteralmente a pezzi. Abbiamo fatto anche una puntatina al villaggio del pescatore per alcuni edifici non degni però di particolare nota. Quello che invece ci ha lasciato senza fiato è l’ex caserma Monte Cimone, una vera e propria cittadina dimenticata, al pari dell’ex caserma Dardi, comprensori immensi, che potevano sicuramente essere riutilizzati in vari modi e invece sono fermi da vent’anni o più. Sembravano uscite da uno scenario post apocalittico invece le ex case dei lavoratori della ferriera, dove la vita si è fermata improvvisamente, sotto una fitta coltre di polvere nera.
Ci siamo poi concessi un’altra trasferta, questa volta a Lignano, per raccontare il triste destino di un maxi tempio del divertimento, il Mirò, discoteca molto conosciuta e ormai abbandonata e in parte danneggiata. Rientrando sulla strada ci siamo imbattuti nel Bowling Las Vegas, tra birilli e parecchi topi. Su segnalazione di alcuni cittadini a Trieste siamo andati alla ricerca dell’ex caserma di Draga Sant’ Elia, edificio vuoto e chiuso, piuttosto integro, circondato dal verde, che ci ha permesso di imbatterci nell’ex stazione dei treni di Draga Sant’Elia, ottimo set per un film dell’orrore.
Altri due edifici scolastici ci aspettavano nelle settimane successive, la scuola di Caresana, un edificio piccolo, in condizioni discrete e inspiegabilmente vuoto, e la scuola di Santa Croce, dove invece restano in piedi solo i muri perimetrali e dove il resto è solo un infinito cumulo di macerie, dovute a un incendio piuttosto grave che ha causato danni ingenti e cedimenti, compreso l’intero tetto.
Storie e vicissitudini particolari poi per gli ex Magazzini Ruffoni, comprensorio molto ampio che in pochi conoscono.
Ci ha incuriosito successivamente anche l’ex cinema Chiadino a San Luigi, dove abbiamo curiosato da qualche finestra rotta e da un giro esterno, mentre sempre su segnalazioni di diverse persone abbiamo anche descritto la situazione di Villa Engelmann, un’altra dimora storica tristemente lasciata in condizioni pessime.
Uno dei rari beni per cui è in atto un recupero in questo momento è l’ex fabbrica Sadoch, chiusa da anni, che si prepara a diventare una palazzina con appartamenti di edilizia agevolata. Incredibile lo spreco che caratterizza l’ex casa di riposo Don Marzari, dove sono state dimenticate strutture per disabili e decine di letti che sicuramente potevano essere donati o riutilizzati, stessa cosa per Villa Hagginconsta, meraviglioso spazio inspiegabilmente chiuso al quale abbiamo avuto accesso grazie a un dipendente del Comune.
Sul fronte degli hotel abbandonati vi abbiamo descritto a Sistiana l’imponente Hotel Belvedere e qualche mese dopo abbiamo denunciato la terribile situazione in cui versa l’ex motel Agip di Duino, utilizzato ora da sbandati e senzatetto.
Affascinante la storia dell’ex teatro filodrammatico, che si trova in pieno centro cittadino e dove abbiamo curiosato per quanto possibile, e non lontano dal cuore della città resta ancora in bella vista l’ex fabbrica macchine, anche questa al centro in passato di tanti progetti mai decollati, al pari dell’ex stazione dei treni di Rozzol Montebello, che sarebbe dovuta diventare un albergo.
Ci siamo concessi una nuova trasferta poi in Veneto, per parlarvi di alcune discoteche chiuse. Solo qualche immagine dell’Aida a Jesolo mentre ci siamo soffermati sull’ex Caribe di Bibione, reso inagibile tempo fa un vasto incendio che ha causato il conseguente sfacelo del locale. Ancora fuori Trieste poi per le ex piscine di Grado nel Parco delle Rose, spazio diventato a disposizione solo di parecchie zanzare.
Rientrati a Trieste abbiamo fatto una tappa veloce ad Aquilinia, per ricordare la vicenda dell’ex macello, più volte andato all’asta, che doveva diventare un enorme condominio Ater, e quella dell’ex caserma della Gdf, anche questa con un progetto mai avviato.
L’ultima trasferta in ordine di tempo è quella che vi sveleremo a breve ma altri siti abbandonati sono ancora fermi nel nostro archivio….e le sorprese non mancheranno.

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