Ex meccanografico – Trieste

Di fronte al cimitero, in via dell’Istria, a Trieste, c’è un enorme comprensorio da tempo in abbandono, conosciuto come ex meccanografico. Difficile reperire informazioni precise e qualche mese fa i primi che abbiamo interpellato sono stati alcuni lavoratori della zona. “Una quindicina di anni fa è stato tutto chiuso – ricorda una persona – è arrivata una ditta di traslochi che ha portato via tutti gli arredi, mobili in buono stato, tanto che anche noi della zona ne abbiamo acquistati alcuni. Poi il silenzio. C’è stato qualche sopralluogo, ma niente di più. Abbiamo notato continue incursioni, basti pensare che la catena che chiude il cancello è stata forzata almeno una quindicina di volte. Sono stati chiamati anche i carabinieri, anni fa, per la presenza di gente all’interno. E’ un gran peccato che qualcosa di così grande sia chiuso e abbandonato. Da tempo non vediamo nessuno nemmeno per la manutenzione ordinaria. Le voci che girano è che ci sia molto amianto all’interno e che questo precluda la possibilità di nuove attività”.


Un’ipotesi, quella della presenza dell’amianto, che ci racconta anche un residente. “Chi è riuscito ad entrare, tempo fa, dice che in alcune sale ci sono anche cartelli evidenti, che avvertono dell’esistenza di materiale in amianto – spiega – per il resto esternamente sembra sia ancora un edificio in buono stato, le finestre sono integre, il complesso grande e senza danni. Ricordo che all’interno c’è un grande auditorium e tanti uffici, ormai rimasti vuoti”. Un altro cittadino ci scrive un messaggio su Facebook. “Da non dimenticare che è anche una struttura dotata di ampi spazi per i movimenti di mezzi imponenti – sottolinea – qui entravano tir e camion che potevano raggiungere senza difficoltà il piano terra e depositare la merce”.

La struttura, a vari piani, ospitava uffici, sale riunioni e pure un ampio auditorium attrezzato come ricordano alcuni. Tutto ormai abbandonato, meta ripetuta di incursioni che hanno danneggiato tutto dentro e fuori, tra atti vandalici e vernice spray.


Qualche mese fa in una trasmissione televisiva, un assessore comunale ha dichiarato che l’edificio è ora di proprietà del Comune di Trieste. Resta da capire se è prevista una bonifica dell’amianto, se ci sarà una vendita per alienare tutto, come successo per altri beni, o se ci sarà l’ipotesi di un riutilizzo. Per il momento tutto tace.

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Rudere di campagna

Quante volte percorrendo autostrade o altre vie fuori dai centri abitati, avete notato quei grandi casali abbandonati in mezzo ai campi. Ex fattorie, che un tempo servivano proprio alle famiglie che vivevano in campagna, tra raccolti e bestiame. Nel tempo la maggior parte degli edifici si sono gradualmente spopolati, rimasti chiusi, abbandonati, in alcuni casi diventati veri e propri ruderi, che cadono a pezzi.
Qualche mese fa, cercando un bene dismesso in regione, ci siamo imbattuti proprio in uno di questi grandi casali nel verde, dimenticato chissà da quanto tempo, tanto da essere avvolto da una fitta coltre di alberi e cespugli.

Abbiamo deciso di avventurarci all’interno e ci siamo trovati davanti a un edificio completamente aperto, con porte e finestre rotte. Da una parte una zona riservata agli animali, ai mangimi e forse una sorta di deposito, dall’altra la parte abitativa, diversi piani con tetti e solai parzialmente crollati. Dentro ancora qualche segno della vita passata, sedie, mobili semi distrutti caduti a terra, qualche vestito, oggetti di quotidianità, ormai calpestati da vandali o altre persone che nel corso del tempo si sono avventurate in questo rudere.

Fa tristezza pensare che forse una volta ospitava una famiglia che qui, in mezzo ai campi, viveva e coltivava la terra, in uno spazio probabilmente vivace, vista anche la grandezza dell’edificio, composto da un piano terra dove trovavano posto la cucina e altri spazi conviviali, e due piani al di sopra con le camere. Fuori, tra rovi e cespugli incolti, si notano ancora tanti alberi da frutto, una sorta di perimetro a quello che forse era un cortile esterno, antistante la porta principale.

Tempo fa a livello nazionale erano state lanciate alcune idee proprio per rilanciare i casali abbandonati, ma in tante regioni recuperarli, viste le pessime condizioni in cui troppi si trovano, nulla è stato fatto.

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