Gli oggetti più strani rinvenuti nei beni abbandonati – Prima puntata

Nei nostri giri, che ormai da anni effettuiamo nei beni abbandonati di Trieste in particolare, con qualche tappa in regione, abbiamo trovato un po’ di tutto. Ma quali sono le cose più strane che abbiamo visto? Ecco una prima puntata su qualche oggetto “particolare” dimenticato…

VIDEOGIOCHI ANNI ’80 – Abbandonati dopo la chiusura di un locale sono stati saccheggiati e vandalizzati. Peccato, se fossero stati portati via al momento della dismissione e salvaguardati, avrebbero fruttato anche un guadagno ai proprietari, trovando il collezionista giusto. Invece sono rimasti lì, all’ aperto, per anni sotto la pioggia. Quel locale ora è stato svuotato completamente e demolito.

UN BAGNO LUSSUOSO – Dentro un ampio edificio abbandonato, che letteralmente cade a pezzi, tra muffa, cedimenti e tanti rifiuti, ci siamo trovati in una stanza con una toilette di lusso. Ampi specchi, vasca idromassaggio, una doccia attrezzata e mobili su misura, in un ambiente decisamente molto grande per un bagno…e che fa strano scoprire in mezzo a tanto degrado.

BUON NATALE! – In un deposito accanto a una maxi fabbrica, in mezzo a ferraglia e rifiuti di vario tipo, spunta un soprammobile natalizio, quelle bolle in plastica con la neve artificiale che scende quando si capovolge. Come sarà finito tra tutte le immondizie?

UN MARE DI FOGLI – Dentro una palazzina di uffici, ci siamo trovati in mezzo a un mare documenti. Forse qualcuno, dopo la chiusura e l’abbandono della palazzina, ha frugato tra contenitori e raccoglitori alla ricerca di denaro. Lasciando tutto a terra, migliaia e migliaia di fogli.

MODULO MILITARE DI 40 ANNI FA – Gettato a terra in una caserma dismessa in regione, questo documento risale agli anni ’80 ed è stato compilato con la macchina da scrivere da un militare. E’ uno dei pochi fogli rimasti intatti in questo comprensorio defilato.

CI FACCIAMO UNA SCIATA? – Che ci fa un paio di sci colorati in una fabbrica che produceva tutt’altro? Non lo sappiamo. Ma qui li abbiamo notati, in mezzo a un deposito pieno, come sempre, di immondizie, tra pareti che si sgretolano e mobili fatti a pezzi. Al momento è stato tutto ripulito, perchè questo sito sta subendo un intervento di ristrutturazione.

PRENDIAMO IL SOLE? – Decine e decine di lettini, per prendere il sole, riposti da tempo e dimenticati, in una stanza, tra muffa e umidità, ancora in buone condizioni, così come sedie e tavolini in plastica. Pare che di recente siano stati rimossi.

SOSTA TEMPORANEA? – In realtà questo mezzo non ha mai ripreso a viaggiare. Distrutto, vandalizzato, in parte bruciacchiato, quando l’hanno abbandonato qui era ancora operativo. Poi se ne sono dimenticati per anni, così come la fabbrica dove si trovava parcheggiato. E’ stato rimosso da qualche mese.

Casa abbandonata a Trieste

Nel nostro lungo cammino tra beni dimenticati ci siamo imbattuti tante volte in case abbandonate. Alcune piene di oggetti, altre ormai vuote, altre ancora, come questa, ormai ridotte a un rudere.
Sbirciando dalle finestre vediamo che tutti i solai sono completamente crollati. Resta il blu di alcune pareti a colpire subito il nostro sguardo, e poi un lavandino del secondo piano, ancora intatto, mentre il pavimento tutto attorno si è sgretolato. E’ sospeso nel vuoto.

Non sappiamo se si trattava in realtà di un’abitazione o di un edificio con un’altra destinazione. Ci stupisce sempre trovare luoghi come questo, lasciati cadere nell’oblio senza una speranza di recupero. Come per altri casi il prossimo passo sarà probabilmente il crollo totale.

Il fabbricato, su due livelli, era collegato da una scala, ormai scomparsa, accanto si trovava invece un edificio più piccolo. Forse davanti c’era anche un portico o uno spazio all’ aperto, prima della strada che corre a pochi metri dal’ ingresso. Ormai non è rimasto nulla, all’interno sono cresciuti alberi e l’ edera avvolge le pareti. Molti infissi sono crollati, la porta principale non c’è, ma davanti la casa è recintata per evitare l’ingresso a chi potrebbe farsi male. Noi sbirciamo da una finestra rialzata quel poco che ormai rimane dentro.

Grazie ai lettori della nostra pagina Facebook Triesteabbandonata siamo riusciti a ricostruire, almeno in parte, la storia di questo edificio.  “Molti anni fa- scrive Danilo – i ragazzi di allora del borgo di Sistiana avevano fatto un club, con dentro un pianoforte, un bar, i muri disegnati a regola d’ arte, diventati uomini a sua volta ce l’hanno consegnato a noi giovincelli finché un giorno cominciava a crollare, peccato”. “Ci abitavano i mie genitori – scrive Antonella – mio fratello e mia sorella sono nati lì alla fine dei anni 50. Era la casa colonica della famiglia Torre e Tasso”.